Freedom
Già da ragazzino sentivo una pressione restrittiva della mia libertà non solo fisica ma anche mentale dalle regole imposte dall’ educazione che ricevevo che era rigida e costrittiva.
Ho cominciato presto ad immaginarmi dei paesaggi dove la mia fantasia mi creava delle storie alternative alla vita che stavo vivendo. Ho cominciato a scrivere, poi a disegnare forme astratte che coloravo e trovavo piacere nel farlo. Sentivo una naturale attrazione verso i colori, un po’ come tutti i bambini, avevo circa dieci anni. Poi tutto questo è rimasto e queste forme a diciotto anni sono diventate i miei primi quadri. Usavo quattro colori, il giallo, il rosso, il nero, il bianco. Ho cominciato da lì.
Un po’ per volta ho assimilato altri colori cercando di integrarli, mi portavano nuove emozioni ed altre idee. Il mio mondo creativo stava crescendo e ne ero consapevole. Dipingere era la mia rivoluzione interiore e la mia terapia. Ho fatto architettura e mi sono laureato, ho lavorato come architetto per quattro anni, ma le forme geometriche cerchio, quadrato, rettangolo mi stavano riportando all’ inizio della mia vita imprigionandomi di nuovo. Ho mollato. E ho ripreso quello che negli anni non avevo mai smesso perché sentivo che mi apparteneva di più. La mia arte era il mio dialogo con il mondo. Erano i miei paesaggi della mia anima che mi portavano in profondità a ritrovare il significato della mia vita. È sempre stato un lavoro sincero ed integro da qualsiasi manipolazione e compromesso. Ho da sempre sentito felicità e questo era già dall’ inizio un’ indicazione per arrivare a realizzarmi.
